25-01-2008, 18:53
Vi riporto il testo della lettera-appello alla Turco che abbiamo inviato poco fa, sottoscritta da varie associazioni tra cui le principali associazioni di pazienti infertili (Madre Provetta, Amica Cicogna, L’Altra Cicogna, Un bambino.it e ovviamente noi medesimi CUB
:
Cara Ministra Livia Turco,
da tempo ci conosciamo e Lei conosce le nostre istanze, una per una. Nel corso del suo mandato ha ricevuto i nostri contributi, che le chiedevano un aggiornamento delle linee guida della legge 40, con motivazioni profonde, articolate, scientifiche, giuridiche ed umane. Le sentenze dei tribunali di Cagliari, Firenze e, in questi giorni, quella del Tar del Lazio, hanno chiarito alcuni aspetti giuridici fondamentali. La diagnosi genetica sull’embrione dev’ essere permessa, perché la legge 40 non la vieta e perché anche il codice deontologico dei medici, nonchè le convenzioni internazionali che l’Italia ha ratificato, ci parlano di un rapporto di cura basato sulla migliore arte medica, su di un’informazione corretta e aggiornata, dovuta al paziente. La coppia ha il diritto di conoscere lo stato di salute dell’embrione, soprattutto se c’è un grave rischio di trasmissione di patologie genetiche o cromosomiche, che causano aborti spontanei ripetuti.
Inoltre, Lei sa, perché è scritto nella sua relazione sulla legge 40 presentata al Parlamento, che questa legge fa del male alle donne e al nascituro. Sa che i parti gemellari e trigemellari sono aumentati, in modo preoccupante, a causa dell’obbligo assurdo di trasferire tutti gli embrioni prodotti contemporaneamente, senza ragionare sulle conseguenze.
Inoltre, Lei sa, cara Ministra, che l’infertilità non è solo quella di chi ha una diagnosi certa, ma è infertile anche chi non può responsabilmente concepire un figlio perché affetto da patologie virali gravi o da malattie genetiche, che lo ucciderebbero. Anche queste coppie sono “infertili”. Oggi, quelle coppie, potrebbero diventare genitori, utilizzando le tecniche di fecondazione assistita, ma la legge 40 non è chiara su questo punto. Lei può fare chiarezza.
Molte altre potrebbero essere le nostre considerazioni, che lei ha ha già potuto leggere. Noi conosciamo il suo impegno per la salute dei cittadini e soprattutto per quelli più deboli.
Per questo, Le chiediamo, oggi più che mai, di fare ciò che è dovuto. Emani il Decreto Ministeriale, sostituisca, dopo tre anni, le linee guida illegittime. Non lo chiederemo ad un altro Governo, lo chiediamo oggi a Lei. La salute della donna e del bambino in questo Paese sono ancora nelle sue mani.
:Cara Ministra Livia Turco,
da tempo ci conosciamo e Lei conosce le nostre istanze, una per una. Nel corso del suo mandato ha ricevuto i nostri contributi, che le chiedevano un aggiornamento delle linee guida della legge 40, con motivazioni profonde, articolate, scientifiche, giuridiche ed umane. Le sentenze dei tribunali di Cagliari, Firenze e, in questi giorni, quella del Tar del Lazio, hanno chiarito alcuni aspetti giuridici fondamentali. La diagnosi genetica sull’embrione dev’ essere permessa, perché la legge 40 non la vieta e perché anche il codice deontologico dei medici, nonchè le convenzioni internazionali che l’Italia ha ratificato, ci parlano di un rapporto di cura basato sulla migliore arte medica, su di un’informazione corretta e aggiornata, dovuta al paziente. La coppia ha il diritto di conoscere lo stato di salute dell’embrione, soprattutto se c’è un grave rischio di trasmissione di patologie genetiche o cromosomiche, che causano aborti spontanei ripetuti.
Inoltre, Lei sa, perché è scritto nella sua relazione sulla legge 40 presentata al Parlamento, che questa legge fa del male alle donne e al nascituro. Sa che i parti gemellari e trigemellari sono aumentati, in modo preoccupante, a causa dell’obbligo assurdo di trasferire tutti gli embrioni prodotti contemporaneamente, senza ragionare sulle conseguenze.
Inoltre, Lei sa, cara Ministra, che l’infertilità non è solo quella di chi ha una diagnosi certa, ma è infertile anche chi non può responsabilmente concepire un figlio perché affetto da patologie virali gravi o da malattie genetiche, che lo ucciderebbero. Anche queste coppie sono “infertili”. Oggi, quelle coppie, potrebbero diventare genitori, utilizzando le tecniche di fecondazione assistita, ma la legge 40 non è chiara su questo punto. Lei può fare chiarezza.
Molte altre potrebbero essere le nostre considerazioni, che lei ha ha già potuto leggere. Noi conosciamo il suo impegno per la salute dei cittadini e soprattutto per quelli più deboli.
Per questo, Le chiediamo, oggi più che mai, di fare ciò che è dovuto. Emani il Decreto Ministeriale, sostituisca, dopo tre anni, le linee guida illegittime. Non lo chiederemo ad un altro Governo, lo chiediamo oggi a Lei. La salute della donna e del bambino in questo Paese sono ancora nelle sue mani.
